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Il racconto delle origini


L'Osteria dal capo ha sicuramente più di 100 anni (non siamo riusciti a risalire esattamente alla data), era gestita da Giacon Luigi, nonno di mia nonna, conosciuto come Il Capo. Il Capo era il capo delle guardie doganali della stazione del dazio di ponte Bassanello.

Nel dopo guerra la gestione è stata continuata dai figli Marino e Palmira. Mia nonna Anna Maria Giacon (16.08.1933) e il fratello sono cresciuti, essendo orfani di guerra (Marino morì nella seconda guerra mondiale con il famoso bombardamento del Catanga, Terranegra) nel retro bottega dell'osteria.

All'età di 11 anni, la nonna dopo la scuola serviva anche lei al banco dell'osteria. Non ricorda l'esatto anno in cui Palmira ha ceduto l'osteria ma si pensa verso il 1950.

Nonna ricorda che nell'osteria si vendeva solo vino e pevarini, biscotti a base di pepe appositamente serviti per invitare a bere di più. L'interno del locale era cupo, la classica "bettola" veneta, appena si entrava c'era un vecchio bancone di legno e dietro a questo tre botti grandi piene di vino, c'erano due tavolini e due sedie forse tre ma niente di più.

Era abitudine, essendoci la fermata del tram li vicino, fosse frequentata da molti tramvieri al cambio turno.



Fino ad oggi


Nel dopoguerra l'attività continuò con una nuova gestione e nel 1957 la famiglia Bordin Attilio affiancò alla mescita una prima offerta di cibi, più che altro i tipici "spunceti" che tanto successo avevano tra gli studenti universitari che qui si ritrovavano abitualmente.

OGGI, Fedele al nome, la cucina propone piatti della tradizione locale e veneta; tra le golose ricette si possono degustare il coniglio alla padovana, il baccalà alla veneta e la trippa di baccalà, gli gnocchi di ricotta di Borgoforte, e ancora zuppe di verdure di stagione servite in pagnotte, "musso in tocio" (spezzatino di asino), trippa e carni di animali da cortile.